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La Trilogia di Chocolat – Magia, profumi e colori

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Chocolat

A Lansquenet, quieto villaggio al centro della Francia, la vita scorre placida. Un po’ troppo placida: è una comunità chiusa, dove sono rimasti soprattutto anziani contadini e artigiani, dominata con rude benevolenza dal giovane curato Francis Reynaud. È martedì grasso – una tradizione pagana avversata dalla chiesa – quando nel villaggio arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è remissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata “La Celeste Praline”, che ben presto diviene – agli occhi del curato – un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa ma inizia ad aiutare a modo suo chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione Guillaume, l’adolescente ribelle Jeannot, la cleptomane Josephine, l’eccentrica Armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi, tra le delizie terrestri offerte da Vianne e quelle celesti promesse da padre Reynaud, tra Carnevale e Quaresima, diventa inevitabile.

Ho letto questo libro in un soffio. Vianne è un personaggio che incanta: libera, indipendente, forte, accogliente. Porta un tocco di magia a Lansquenet e grazie a lei si respira un’aria di comunità, di amicizia, di confidenza. Vorrei che esistesse davvero la Celeste Praline per entrarvi e far riposare lo spirito in questo angolo confortevole dove si respirano profumi intensi e sensuali. Vorrei osservare Vianne mentre mescola la cioccolata, prepara i tartufi e mi offre quel piccolo assaggio di cui in quel momento ho tanto bisogno.

Lo consiglio:

♥ a chi cerca una lettura che coinvolga tutti i sensi

♥ a chi trova affascinante la capacità di trasformare un ambiente per renderlo accogliente

♥ a chi crede che creare qualcosa da gustare possa sollevare lo spirito di chi lo preparara ma anche di chi lo assapora

♥ a chi pensa che ci possa essere un po’ di magia anche in quello che facciamo ogni giorno.

Le scarpe rosse

Sono passati quattro anni da quando Vianne Rocher e la figlia Anouk hanno lasciato il paese di Lansquenet. Hanno peregrinato di villaggio in villaggio, senza mai trovare stabile dimora: lo scandalo e le chiacchiere le hanno seguite, perseguitate, minacciate pericolosamente, ancora di più da quando Vianne ha dato alla luce la piccola Rosette. Alla fine hanno trovato rifugio e anonimato a Montmartre a Parigi e qui si sono rifatte una vita, assumendo un’altra identità. Ma tutto è diverso da prima. Sono spariti i tarocchi, gli incantesimi, persino Pantoufle, il vecchio compagno di giochi di Anouk, non esiste più. Il vento ha smesso di soffiare, almeno per un po’. Ma poi nella loro vita compare Zozie de L’Alba, la donna con le scarpe rosse, e tutto cambia. Zozie è tutto quello che era una volta Vianne: bella, solare e misteriosa. Offertasi di aiutare Vianne in negozio, ben presto lo trasforma pezzo per pezzo, e conquista la fiducia di Anouk e Rosette. Spietata, ambigua e seducente, Zozie ha un piano: distruggere la vita di Vianne, portandole via quello che ha di più caro. E mentre tutto quello che ama è in pericolo, Vianne deve scegliere: fuggire, come ha fatto tante volte prima, oppure affrontare il nemico più pericoloso con le uniche armi a sua disposizione: il cioccolato e la magia. 

Nel secondo romanzo della Harris tutto è cambiato. Vianne ha perso la sua magia; ha deciso di allontanarla da se’ e tutto è buio e privo di gioia. Entra così in scena Zozie, un personaggio misterioso e affascinante che mette in ombra la figura di Vienne relegandola sullo sfondo, anche agli occhie delle figlie. Ogni medaglia ha il suo rovescio, migliaia sono le sfumature tra il bianco e il nero, nulla è come appare!

Il giardino delle pesche e delle rose

Il vento ha ricominciato a soffiare. Vianne Rocher lo sa: è un segnale, qualcosa sta per succedere. Quando riceve una lettera inaspettata e misteriosa, capisce che ormai niente può opporsi a quel richiamo. Vianne non ha altra scelta che seguirlo e tornare a Lansquenet, il villaggio dove tutto è cominciato, il paese dove otto anni prima aveva aperto una cioccolateria. Qui, adesso come allora, regnano ancora la diffidenza e i pregiudizi, ma molte cose sono cambiate. Il profumo delle spezie e del thè alla menta riempie l’aria, donne vestite di nero camminano veloci e a capo chino per le viuzze e di fronte alla Chiesa, sulla riva del Tannes, è stato costruito un minareto. All’inizio la convivenza tra gli abitanti e la comunità musulmana era stata tranquilla e gioiosa, ma un giorno tutto era cambiato ed erano iniziate le incomprensioni, le violenze, il fuoco. Il curato Francis Reynaud è disperato e vuole a tutti i costi salvare la sua comunità e tornare all’armonia di una volta. E ha capito che solo una donna può aiutarli, Vianne, l’acerrima nemica di un tempo. Solo lei potrebbe portare la pace, solo lei potrebbe capire gli occhi diffidenti e impauriti delle donne che si celano sotto il niqab. Ma soprattutto solo lei può comprendere l’enigmatica e orgogliosa Inès. Ma non è facile leggere la paura e sconfiggere le ipocrisie e le menzogne che serpeggiano tra le due comunità. Eppure Vianne sa come fare, c’è una vecchia ricetta che potrebbe venirle in soccorso.

Questo terzo capitolo della storia di Vianne è ancora in lettura. Non mi ha coinvolto come i precedenti, ma spero si tratti solo dell’impressione iniziale. Racconta le problematiche relative all’integrazione e all’accoglienza di persone appartenenti a culture diverse. Forse è stato proprio questo aspetto così attuale e sentito nel mondo di oggi a farmi perdere, nella lettura, quell’atmosfera magica e surreale che aveva caratterizzato i primi due capitoli. Vi farò sapere..

Curiosità: Joanne Harris, autrice di questa trilogia, è affetta da sinestesia. Nel suo caso si combinano vista e olfatto quindi odori e colori. Questa sua particolarità credo abbia contribuito molto a creare l’atmosfera unica di Chocolat. La Harris parla di sinestesia nel romanzo “Il ragazzo con gli occhi blu” pubblicato nel 2010.

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