Cari Amici Lettori,

come molti di voi sanno, nel mio blog cerco di dare più spazio possibile agli autori emergenti. Oggi, in particolare, vi voglio segnalare le ultime pubblicazioni della Kymaera Edizioni, nuova realtà attiva nel campo dell’editoria digitale e fondata da Annalisa Panesi.

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Disponibile dal 28 ottobre

L’integerrimo ispettore di polizia Diego Anastasi indaga sul brutale omicidio di un tecnico informatico. Grazie all’aiuto dell’agente speciale Giulia Ferri, una donna dal passato difficile e poco incline al rispetto delle regole, troverà collegamenti con il presunto suicidio di una studentessa fino a scovare un terribile progetto di land grabbing. L’ispettore non può immaginare che questo caso gli stravolgerà la vita, mettendo in crisi tutto ciò in cui crede e portandolo più volte a rischiare la vita.
Un thriller crudo, che esplora il labile confine dell’integrità morale, spesso piegato dal dolore e dalla sete di vendetta. Romanzo d’esordio del ticinese Luca Bortone, vi terrà con il fiato sospeso fino alla fine, scavando nelle profondità dei sentimenti umani fino ai dubbi e alle domande più difficili da approfondire.

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May è una giovane e ricca rampolla dell’alta società, con un futuro radioso e qualche conflitto famigliare. La sua vita viene completamente stravolta quando l’uomo che ama viene rapito da una potente organizzazione criminale. La via per salvarlo passa attraverso il bellissimo e misterioso M, che la coinvolgerà in un gioco perverso dove nulla è ciò che sembra. Un thriller erotico che scava impietoso nei sentimenti umani, fino alle profondità dei dubbi più angoscianti: cosa sareste disposti a perdere per poter riabbracciare la persona a cui più tenete? Quanto sareste disposti a cambiare?

Colgo l’occasione per fare un grosso in bocca al lupo a tutti coloro che stanno cercando di realizzare i loro sogni, a tutti coloro che hanno la forza di seguire il loro cuore, anche se la strada è spesso buia e impervia.

A prestissimo,

Raminga

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Cari Amici Lettori,

il weekend è ormai agli sgoccioli. Approfittando di questi ultimi momenti di relax, vi segnalo la novità editoriale di Milena Edizioni, disponibile nelle librerie da novembre, ma già prenotabile a questo link.

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Giona vive un’esistenza monotona, scandita da gesti abitudinari e da appuntamenti di routine.
Lavora come assicuratore e una volta a settimana si incontra con una donna. Una sera viene fermato da uno sconosciuto. Questi giura di conoscerlo, ma si rivolge a lui chiamandolo “Signor Amos”.
È l’inizio di un viaggio senza direzioni e senza destinazioni. Giona fa i conti con un succedersi incontrollato di avventure oniriche, che, al di là della sua volontà, confonderanno il mondo reale con quello immaginario.
Figure che s’improvvisano soccorritrici nel suo labirinto di disperazione, donne e seduzioni, ammiccamenti e tradimenti, fughe e ritorni, sono il tempo senza tempo del suo viaggio a ritroso, verso un epilogo che è recupero e smarrimento. Il rebus di Giona.

Vi auguro di cuore un buon inizio settimana.

A prestissimo,

Raminga

E’ possibile perdere la testa per qualcuno che non abbiamo mai visto, di cui non conosciamo la voce nè il profumo? Cosa ci fa innamorare di una persona? L’interiorità conta davvero più dell’aspetto fisico?

A queste domande risponde Mara Boselli con il suo romanzo d’esordio “Una vita a colori”, edito da Nativi Digitali Edizioni.

Una vita a colori

Mi sento una scolaretta alla prima cotta, ho una stranissima sensazione allo stomaco, non vedo l’ora di parlargli di nuovo. Santo cielo, Alice, sei una donna adulta, andiamo, l’infatuazione da chat no…

 

Milano. Alice, 32 anni, madre single e professoressa di lettere. E’ l’una di notte, il sonno tarda ad arrivare e così, per la prima volta, entra in una chat. E’ qui che incontra Fabio. Le parole attirano l’immaginazione; la curiosità si fa strada; il desiderio di conoscere l’altro è sempre più forte; l’intesa è palpabile anche se lo spazio li divide; l’ansia di non piacere fisicamente si fa strada; barriere e inibizioni crollano. Per Alice tutto questo sarebbe stato inconcepibile prima di Fabio, ma ora è la realtà, è quello che prova quando le arriva una mail o un messaggio di quell’uomo, visto solo in foto, che ha tinto di colori la sua giornata. Decideranno di incontrarsi? Cosa accadrà?

Lettura piacevole, personaggi ben caratterizzati, trama attuale e coinvolgente. La curiosità di sapere cosa accadrà tra i protagonisti cresce, ma viene, a parer mio, poco soddisfatta nella parte centrale del romanzo: le abitudini di Alice si conoscono ormai alla perfezione e si vorrebbe fosse dato più spazio agli sviluppi di questa storia fatta di parole, di piccole attenzioni e di attrazione reciproca. Un’accelerazione inaspettata e dal sapore piccante è comunque dietro l’angolo.

Consiglio questo libro a chi vuole leggere d’amore: a chi sa cosa si prova quando il cuore batte per una persona mai vista e anche a chi pensa che questo sentimento sia immaturo e impossibile da provare.

Non posso esimermi dal segnalare che in questa prima edizione vi capiterà di imbattervi in refusi e imperfezioni sintattiche.

A questo link avrete la possibilità di scaricare un estratto gratuito. Buona lettura!

Mara Boselli

Mara nasce e vive a Milano, fino a quando, subito dopo l’università (prima Giurisprudenza, poi Lettere) si trasferisce in un paesino della Bassa Reggiana per seguire l’amore. Già rassegnata ad una vita di cappelletti e “afa che strozza la gola alle rane”, trova invece lavoro come collaboratrice presso una testata locale, dove si occupa di cronaca sulle pagine della provincia.

Una vita a colori è il suo primo romanzo; tutto è in bilico fra reale e virtuale, fra autobiografia e invenzione. In esso potrete leggere delle sue passioni: di letteratura e di musica, ma anche, sullo sfondo, della sua Milano.

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Ciao Alberto,
prima di tutto voglio ringraziarti per il tempo che mi stai dedicando.
Sai che “Pam” mi ha colpito fin dalle prime pagine e così sorge spontanea la curiosità di sapere di più su di te e su come “Pam” è nato e si è sviluppato.

Iniziamo con una domanda banale, che ti avranno fatto in tanti, ma che non può mancare quando si parla con uno scrittore:

Cos’è per te scrivere?

Scrivere è sfogo. Però è anche incoerenza. Rispondere a questa domanda è difficile almeno quanto il rispondere alla domanda “Di che parla il tuo libro?”. Generalmente quando si tenta di riassumere un concetto così, tendi a generalizzare e minimizzare. E questo ne fa perdere importanza e bellezza. Quindi sì, scrivere è sfogo. È prendere a pugni il tuo nemico.

Com’è nato “Pam” e l’idea di strutturare il libro in 30 lettere? I titoli come li hai scelti?

Pam è nato perché ne avevo bisogno: ogni giorno sfogavo tutto questo composto chimico di emozioni su delle lettere che poi sono andate realmente perse. Poi ho cominciato a raccontare lettera per lettera cosa provavo e cosa vivevo. Ogni titolo è un preludio “artistico” degli argomenti trattati.

Perché hai deciso di non far comparire il nome del narratore?

Perché dare un nome ad un personaggio come quello che narra, avrebbe specificato troppo qualcosa: in realtà, ognuno di noi potrebbe essere lui, perché tutti quanti abbiamo avuto una Pam.

In “Pam” mi ha colpito molto la tua capacità di esprimere concetti e sensazioni attraverso delle immagini (penso ad esempio ai fiordi, alla palla di neve raffigurante il viso, alla polvere vomitata dai camini). Questo rende il messaggio immediato e chiaro. E’ una modalità espressiva che ti viene spontanea o è una tecnica utilizzata consapevolmente?

In realtà (e ti ringrazio infinitamente per questo) è qualcosa che riguarda prettamente il mio modo di scrivere. Troppe volte sono stato bacchettato per non rendere in maniera chiara alcune situazioni o alcune emozioni, mentre invece speravo di riuscirci in questo modo.

“C’era una volta l’amore, ma ho dovuto ammazzarlo”. Cos’è per te l’amore? E’ schiavitù e invisibilità, come racconta l’autore delle lettere di “Pam”?

Pam parla di un amore diverso dagli altri ma uguale a tutti: non è forma, non è definizione, è un fumo viola che riempie le stanze chiuse dei nostri ricordi più potenti.

Questo è un altro esempio di come ti esprimi per immagini!

Scrivi che l’amore vero si scopre solo avendo un figlio. Non si tratta forse di un amore diverso?

È indubbiamente diverso, ma se esistesse un modo per metterli a confronto (e non esiste) mi permetto di definirlo più “concreto”: tuo figlio/figlia è il frutto di un sentimento che può smettere di esistere; l’amore per un figlio/figlia non svanisce mai.

Se io potessi scattare un’istantanea di te mentre scrivi, cosa vedrei?

Alienazione.

Dai, Alberto, qualche particolare! Foglietti sparsi e penna in mano? Monitor illuminato con cursore che lampeggia? Buio o luce? Al chiuso o all’aperto?

Stanza chiusa, silenzio (assoluto, chiunque parla viene solitamente decapitato) e Olafur Arnalds, Balmorhea e Bjork in sottofondo.

Ora parliamo del futuro? Hai altri progetti e lavori in corso?

Sto scrivendo un libro completamente diverso, intitolato Colorante Rosso Sangue: un mondo in cui si scopre come rendere artificiali i sogni, e solo un uomo è ancora capace di sognare naturalmente.
Voglio discostarmi dal genere letterario di Pam, per evitare di essere etichettato e quindi catalogato.

Un’ultima domanda: che consiglio daresti ai giovani aspiranti scrittori di oggi?

Aspirante o meno, consiglierei a tutti di non sentirsi mai scrittori, neanche dopo aver venduto qualche copia e ottenuto qualche bella recensione: il raggiungimento è uno stop. Voi dovete andare avanti, sempre.

Grazie Alberto per aver condiviso con noi i tuoi pensieri.

Un grosso in bocca al lupo per i tuoi progetti presenti e futuri!

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Le poche mail che ho scambiato con Alberto in questi giorni bastano per portare con me il ricordo di una persona energica, estrosa, originale, intelligente, gentile e umile. Grazie Alberto.

RECENSIONE

Cari Amici Lettori,

qualcuno di voi ha seguito la serie Masters of Sex in onda su Sky quest’estate? Io sì, non me ne sono persa una puntata. Tutto ruota ovviamente attorno al sesso (non posso scende nel particolare), si vede qualche nudo, ma non vi è nulla di torbido o scadaloso (poche cose a dire il vero potrebbero scandalizzarmi). La cosa bella di questa serie – udite, udite! – è che si basa su fatti realmente accaduti.

Ci si rende conto di come veniva vissuto il sesso negli anni ’50 e ’60 e cosa volesse dire contraccezione all’epoca. Mette in evidenza come l’anatomia del corpo femminile fosse sconosciuta ai più, persino ai medici, che trovarono scadalosa e immorale la ricerca del dr. Masters. La donna viene relegata sullo sfondo, moglie e madre casalinga che deve supplicare un medico perchè la aiuti a non rimanere più incinta. Viene anche affrontato un tema particolarmente delicato che è quello della morte in utero.

In questo quadro dove domina il maschilismo e l’omofobia, contro cui Masters si scontra in primis, spiccano delle figure femminili forti che lottano nel quotidiano e anche professionalmente per affermare se stesse e il diritto della donna all’istruzione, alla realizzazione professionale e soprattutto alla salute, in termini sia di cura che di prevenzione (si parla infatti di quello che oggi conosciamo come pap-test)

Sono quindi particolarmente orgogliosa di dare spazio alla presentazione del libro pubblicato finalmente in lingua italiana.

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Virginia Johnson ha trentadue anni quando entra come segretaria nell’ospedale universitario di St. Louis. Brillante, ambiziosa, divorziata con due figli e una carriera da cantante alle spalle, arriva dal profondo Midwest alla ricerca di un lavoro qualsiasi. Non avrebbe mai immaginato di essere scelta per la ricerca più scandalosa che sia mai stata condotta. Bill Masters, ginecologo di fama a cui si era rivolta anche Soraya di Persia, sta mettendo a repentaglio la sua carriera per studiare la sessualità umana. Prima osservando le prostitute dal buco della serratura, raccogliendo le loro dichiarazioni – le uniche oneste in un ambiente puritano come l’America degli anni Cinquanta e Sessanta – poi esaminando in laboratorio coppie di volontari. Undici anni, centinaia di soggetti, oltre diecimila orgasmi monitorati per capire cosa succede nel segreto della camera da letto. Tra ostracismi, discredito, accuse di morbosità e perversione, la coppia di ricercatori si lega sempre di più, in un sodalizio professionale che presto diventa anche attrazione e dipendenza reciproca, in nome delle quali sono disposti a rompere i tabù famigliari. Thomas Maier ricostruisce con fonti di prima mano – interviste ai protagonisti, l’autobiografia inedita di Bill Masters, interviste a Virginia Johnson – la storia intrigante e controversa della ricerca che ha dato il via alla rivoluzione sessuale, e della coppia che, tra passione scientifica e personale, ha tentato di rispondere alla domanda: cos’è questa cosa chiamata amore?

 

Non vedo l’ora di leggerlo e ve lo consiglio caldamente.

Buona giornata a tutti voi,

Raminiga

Cari Amici Lettori,

oggi vi voglio segnalare un romanzo d’esordio che merita davvero la nostra attenzione!

 

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Gala Cox Gloucestershire ha quindici anni e frequenta il liceo artistico. Ha un carattere indeciso, un’intelligenza fuori dal comune e la passione per le materie tecniche. E non sta affrontando un bel momento: ha appena perso la sua migliore amica, Nadia, in un terribile incidente dai risvolti misteriosi e suo padre se n’è andato di casa senza una ragione apparente. Ora Gala vive con la mamma Orietta, medium scostante e autoritaria, e alcuni spiriti vaganti tra i quali l’indiano Matunaaga e la monaca benedettina Ildegarda di Bingen. Gala crede di sapere tutto sull’aldilà, fino a quando non inizia a frugare nello studio del padre alla ricerca di una traccia che le permetta di ritrovarlo. Qui, una scoperta casuale le aprirà le porte di un mondo prima sconosciuto, catapultandola in una pericolosa realtà parallela. In un graduale e inesorabile susseguirsi di avvenimenti e scoperte, Gala vedrà crollare le proprie certezze una ad una. L’amore per le persone a lei care la spingerà a intraprendere una lotta che la renderà una ragazza più fprte, molto più di quanto abbia mai potuto immaginare.

Raffaella Fenoglio è nata a Sanremo, vive a Vallebona con il marito. il figlio, il cane Steel e i due pesci rossi Indie e Pendent. Con alcune amiche ha fondato l’associazione P.E.N.E.L.O.P.E., impegnata sul territorio nell’educazione di genere e nella lotta al femminicidio. E’ la blogger di Tre civette sul como’ e tiene una rubrica sulla rivista Bluecult.it intitolata Non sono zuccherosa. Rilegge molte volte gli stessi libri ed è stonata, ama la pizza, le trattorie e  i quotidiani cartacei. E’ rete-dipendente, allergica alle pesche e ai gatti, ama i viaggi in treno. Colore preferito? Tutti!

 

A breve pubblicherò la recensione; la lettura è già iniziata e ci sono tutti i presupposti per un grande romanzo fantasy!

Buon fine settimana a tutti e buona lettura, qualsiasi essa sia!

Raminga

Cari Amici Lettori,

questa sera vi voglio parlare di un libro che mi ha colpito profondamente e al quale ripenso spesso, nonostante siano passati diversi mesi dalla sua lettura. La mia opinione è sicuramente influenzata dall’adattamento cinematografico The Road diretto da John Hillcoat e che vede come protagonista Viggo Mortensen. Questo è uno dei rari casi in cui il film è all’altezza del libro: coglie perfettamente l’atmosfera cupa e angosciante del racconto e le sue immagini mi hanno accompagnato durante tutta la lettura del romanzo.

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Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto.

Morte. Desolazione. Buio. Freddo. Fame. Pioggia. Cenere. Questo è ciò che rimane del mondo..

Un uomo e suo figlio camminano verso la costa, aggrappati ad una speranza che va spegnendosi lungo il cammino. Non ci sono più favole da raccontare, solo angoscia per la fine che si avvicina. Una pistola pronta a sparare per difendersi, ma anche per uccidere il proprio figlio prima che venga preso e mangiato da altri. Un bambino aggrappato all’idea che possa esserci ancora della bontà nei pochi uomini rimasti al mondo. La disperazione di un padre che vuole salvare il proprio figlio e dargli ancora speranza.

Una prosa magistrale, descrizioni accurate, incisive, forti, crude. Pochi brevi dialoghi che ho trovato, nella loro apparente semplicità, di una potenza incredibile, di un realismo disarmante.

La strada ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2007. Sarebbe riduttivo e forviante parlare di genere “post apocalittico” perché si tenderebbe ad immaginare un romanzo di fantascienza; in realtà in primo piano ci sono l’amore e la lotta per la sopravvivenza.

Una lettura scorrevole, ma emotivamente impegnativa per chi riesce a cogliere l’essenza di questo romanzo.

Auguro a tutti voi una buona serata, magari in compagnia di un bel libro!

A presto,

Raminga

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