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Ciao Alberto,
prima di tutto voglio ringraziarti per il tempo che mi stai dedicando.
Sai che “Pam” mi ha colpito fin dalle prime pagine e così sorge spontanea la curiosità di sapere di più su di te e su come “Pam” è nato e si è sviluppato.

Iniziamo con una domanda banale, che ti avranno fatto in tanti, ma che non può mancare quando si parla con uno scrittore:

Cos’è per te scrivere?

Scrivere è sfogo. Però è anche incoerenza. Rispondere a questa domanda è difficile almeno quanto il rispondere alla domanda “Di che parla il tuo libro?”. Generalmente quando si tenta di riassumere un concetto così, tendi a generalizzare e minimizzare. E questo ne fa perdere importanza e bellezza. Quindi sì, scrivere è sfogo. È prendere a pugni il tuo nemico.

Com’è nato “Pam” e l’idea di strutturare il libro in 30 lettere? I titoli come li hai scelti?

Pam è nato perché ne avevo bisogno: ogni giorno sfogavo tutto questo composto chimico di emozioni su delle lettere che poi sono andate realmente perse. Poi ho cominciato a raccontare lettera per lettera cosa provavo e cosa vivevo. Ogni titolo è un preludio “artistico” degli argomenti trattati.

Perché hai deciso di non far comparire il nome del narratore?

Perché dare un nome ad un personaggio come quello che narra, avrebbe specificato troppo qualcosa: in realtà, ognuno di noi potrebbe essere lui, perché tutti quanti abbiamo avuto una Pam.

In “Pam” mi ha colpito molto la tua capacità di esprimere concetti e sensazioni attraverso delle immagini (penso ad esempio ai fiordi, alla palla di neve raffigurante il viso, alla polvere vomitata dai camini). Questo rende il messaggio immediato e chiaro. E’ una modalità espressiva che ti viene spontanea o è una tecnica utilizzata consapevolmente?

In realtà (e ti ringrazio infinitamente per questo) è qualcosa che riguarda prettamente il mio modo di scrivere. Troppe volte sono stato bacchettato per non rendere in maniera chiara alcune situazioni o alcune emozioni, mentre invece speravo di riuscirci in questo modo.

“C’era una volta l’amore, ma ho dovuto ammazzarlo”. Cos’è per te l’amore? E’ schiavitù e invisibilità, come racconta l’autore delle lettere di “Pam”?

Pam parla di un amore diverso dagli altri ma uguale a tutti: non è forma, non è definizione, è un fumo viola che riempie le stanze chiuse dei nostri ricordi più potenti.

Questo è un altro esempio di come ti esprimi per immagini!

Scrivi che l’amore vero si scopre solo avendo un figlio. Non si tratta forse di un amore diverso?

È indubbiamente diverso, ma se esistesse un modo per metterli a confronto (e non esiste) mi permetto di definirlo più “concreto”: tuo figlio/figlia è il frutto di un sentimento che può smettere di esistere; l’amore per un figlio/figlia non svanisce mai.

Se io potessi scattare un’istantanea di te mentre scrivi, cosa vedrei?

Alienazione.

Dai, Alberto, qualche particolare! Foglietti sparsi e penna in mano? Monitor illuminato con cursore che lampeggia? Buio o luce? Al chiuso o all’aperto?

Stanza chiusa, silenzio (assoluto, chiunque parla viene solitamente decapitato) e Olafur Arnalds, Balmorhea e Bjork in sottofondo.

Ora parliamo del futuro? Hai altri progetti e lavori in corso?

Sto scrivendo un libro completamente diverso, intitolato Colorante Rosso Sangue: un mondo in cui si scopre come rendere artificiali i sogni, e solo un uomo è ancora capace di sognare naturalmente.
Voglio discostarmi dal genere letterario di Pam, per evitare di essere etichettato e quindi catalogato.

Un’ultima domanda: che consiglio daresti ai giovani aspiranti scrittori di oggi?

Aspirante o meno, consiglierei a tutti di non sentirsi mai scrittori, neanche dopo aver venduto qualche copia e ottenuto qualche bella recensione: il raggiungimento è uno stop. Voi dovete andare avanti, sempre.

Grazie Alberto per aver condiviso con noi i tuoi pensieri.

Un grosso in bocca al lupo per i tuoi progetti presenti e futuri!

______________________

Le poche mail che ho scambiato con Alberto in questi giorni bastano per portare con me il ricordo di una persona energica, estrosa, originale, intelligente, gentile e umile. Grazie Alberto.

RECENSIONE

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Commenti su: "ALBERTO LETTIERI e “PAM” – Intervista con l’autore" (3)

  1. L’ha ribloggato su L'intervista come un bisturi.e ha commentato:
    Non si fanno domande a caso, e c’è chi sa cogliere veramente la parte importante dei libri: ecco una bella intervista che mi ha fatto Viaggio Nel Mondo dei Libri!

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  2. Daniele ha detto:

    Secondo me è davvero un buon prodotto, ma non ha la giusta visibilità. Dovrebbe essere spammato un po’ di più

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